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Basket | Professionisti | Lega 2

Pallacanestro 2.015 Forlì : Intervista al Presidente Nicosanti

Di Giacomo Bianchi 23/03/2020


Pallacanestro  2.015 Forlì : Intervista al Presidente Nicosanti

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A trentasei giorni esatti dall’ultima partita giocata (quella casalinga
contro Roseto) e con ancora tante incognite su quello che sarà il futuro,
abbiamo fatto una chiacchierata con il Presidente Giancarlo Nicosanti, per
analizzare il momento e per fare un bilancio della stagione prima che
venisse interrotta dall’emergenza sanitaria.

Presidente, partiamo dall’attualità: come sta vivendo questa
quarantena? “Stiamo
vivendo un momento difficile e con tante incertezze. Io per primo sono
blindato in casa, nel rispetto delle normative, ma soprattutto delle altre
persone. Sto vivendo anche la difficoltà di gestire un’azienda che oggi ha
deciso di chiudere per tutelare la salute degli oltre 5000 dipendenti che
lavorano tra gli uffici e i 250 negozi che abbiamo. Non è una situazione
semplice, ma va rispettata in tutto e per tutto”.

A tal proposito, ci si interroga sul futuro. E tra i tanti interrogativi
rientra anche la stagione di basket. “Ora la cosa più importante è la
salute delle persone, mi ripeto ma vorrei che passasse questo messaggio.
Per prima cosa dobbiamo mettere in sicurezza il Paese e contenere
l’epidemia, ognuno portando il suo mattoncino, stando in casa. È vero che
la pallacanestro fa parte della quotidianità di ogni appassionato, ma oggi
ci sono altre priorità. Il mio pensiero è che sarà difficile continuare la
stagione, però faremo di tutto per fare in modo che il campionato possa
concludersi, se questo sarà possibile: sarebbe anche un bel messaggio,
significherebbe che il Paese sta uscendo da questa situazione”.

In questi giorni, chiuso in casa, come si interfaccia con il coach e con
il GM? “Con Renato e Sandro ci sentiamo spesso, a volte per fare il punto
della situazione sugli aspetti legati alla pallacanestro, altre volte anche
solo per fare due chiacchiere sulla quotidianità. È fondamentale in questo
momento mantenere le relazioni e i contatti, quindi ci telefoniamo spesso,
scambiamo opinioni, dialoghiamo”.

Torniamo al basket giocato: c’è qualche rimpianto per il fatto che si sia
dovuta interrompere una stagione che vedeva Forlì al secondo posto in
classifica? “Ovviamente sì. Per la prima volta eravamo secondi in
classifica, venivamo da un periodo decisamente positivo e stavamo entrando
in buona condizione nella parte finale del campionato. Mi dispiace perché
ci stavamo togliendo delle soddisfazioni, e poi c’era la Coppa Italia…”

A proposito di Coppa Italia, le pesa non averla giocata? ( oggi la
Coppa Italia  è stata  annullata ufficialmente) “Abbastanza. È una
competizione brevissima, che dura pochi giorni e può dare veramente grandi
soddisfazioni. Avremmo avuto il vantaggio di giocarla vicino a casa, con il
supporto e il sostegno di tanti nostri tifosi, e di conseguenza con buone
possibilità di fare un percorso importante”.

Stavamo vivendo il picco più alto dalla nascita della Pallacanestro 2.015?
“Il campo stava dicendo che stavamo vivendo quel “salto di qualità” che
era nei nostri programmi ad inizio stagione, per continuare ad avere
ambizioni importanti. Nel corso di questi anni abbiamo sempre fatto un
“upgrade”, anche con sacrifici economici da parte della Fondazione, ma
sempre con il piacere di vedere tanti tifosi al seguito che ci sostengono
durante le partite con il loro calore ed il loro affetto”.

Continuiamo questo bilancio: una delle cose che più le ha dato
soddisfazione in questi sette mesi: “L’amalgama che si è creato
all’interno del nostro ambiente. Ripenso a quando, uscendo da partite perse
anche inaspettatamente, la squadra e la Società sono rimaste unite: non
dimenticherò mai come abbiamo vissuto quei momenti e come ne siamo venuti
fuori positivamente. Penso che tutto ciò rimarrà tra le cose belle di
quest’anno, da portarsi dietro anche per le prossime stagioni”.

Ed una che cancellerebbe? “Il rammarico più grande è la gara d’esordio
persa in casa con Ravenna. C’era il clima giusto, tanti ragazzini
all’Unieuro Arena con la presentazione del settore giovanile, ed eravamo
avanti a 3 minuti dalla fine, poi sappiamo come è andata… Però anche quella
partita ha insegnato qualcosa, il “non mollare mai”: in questo caso
riguarda l’ambito sportivo, ma è anche la metafora della quotidianità che
diventa decisamente attuale in questi giorni”.

La cosa che le manca di più? “L’attesa della domenica: la partita è
bella, sono quaranta minuti in cui si soffre, si gioisce, ci si entusiasma
e si è pienamente coinvolti. Ma l’attesa durante la settimana, quando si fa
il “conto alla rovescia” sui giorni che mancano alla gara, mi manca davvero
tanto”.

Un messaggio da mandare ai tifosi e a chi costantemente è al fianco della
squadra? “In questo momento ai tifosi voglio dire solo una cosa: stiamo a
casa, dobbiamo avere disciplina. Questo è il momento di rispettare le
regole, che significa avere rispetto anche delle altre persone”.

Presidente, ultima cosa: nei giorni scorsi sui social è stato lanciato un
contest per scegliere il quintetto ideale. Ci dice il suo? “Non posso non
partire da Rod Griffin, perché è stato chi mi ha fatto appassionare alla
pallacanestro, poi ci metto Bob McAdoo perché è stato un giocatore che non
si è mai più rivisto in Italia per sua classe unica, aggiungo Niccolai uno
degli italiani più forti che abbiamo avuto a Forlì, e poi Landsberger, un
atleta serio e schivo ma un vero “toro” in campo, e concludo con Toto
Forray, la “garra” in campo: esattamente quello che vorrei sempre vedere
negli occhi dei giocatori, ricordo bene un Play off giocato con una mano
rotta”.

 

Area Comunicazione Pallacanestro Forlì 2.015

Giacomo Bianchi
Giovanni Agricola



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