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Basket

Basket, l'dentità? Dipende dall'autonomia

Di Ettore Zuccheri 20/05/2020


Basket, l'dentità? Dipende dall'autonomia

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BASKET, L’IDENTITA’? DIPENDE DALL’AUTONOMIA

L’identità ce l’hanno tutti , poi è un concetto sociale perché te la danno gli altri, ma quella pericolosa in un campo da Basket si costruisce con l’autonomia.

I giocatori degli anni ’60 erano spesso autonomi in campo ed avevano una loro identità. Ora tutto è cambiato, ma queste due caratteristiche dipendono molto dalla “passione” dell’istruttore.

La grande meta per l’allenatore dovrebbe essere l’autonomia del giocatore, che dipende dalla sua conoscenza del gioco e non solo di una parte dello stesso.

Un processo che motiva il giocatore ed è alla base dell’insegnamento, proprio perché incentiva il ragazzo ad apprendere.
Mi ricorda un pensiero del mio passato. “Quando il ragazzo è abituato ad apprendere per imitazione , e va da solo  al campetto ,  ecco che spunta , come fra la roccia,  il fiore dell’identità. Gli viene voglia di imitare chi ha visto e compreso quello che anche lui può fare in campo perché diventato autonomo”.

L’identità è l’insieme di tutte le caratteristiche possedute da un individuo, o da una squadra che rappresentano un segno di distinzione dagli altri, rendendole quindi uniche.

Va da se che esiste una identità individuale , ma anche di squadra perché è una meta degli interessati volere apparire secondo i propri progetti e desideri con aspetto vincente.

Non ci sono dubbi che l’allenatore potrebbe mettere  le basi ad entrambi , ma con mete diverse. Con l’autonomia , cercata e voluta nel tempo, favorisce l’identità individuale, mentre quella di squadra è un compito, assolutamente tutto suo.

Ha scelto come devono giocare i ragazzi della sua squadra perché l’allenatore deve soprattutto dare un’impronta per insegnare il gioco 5c5, e non una sola parte dello stesso.

Gioco difensivo ed offensivo, impegnandosi tutti i giorni a proporlo. Ha in mente una precisa “Identità” da dare alla squadra, al punto che diventa riconoscibile perché diversa dalle altre.

E individualmente? Autonomia nel gioco e Identità sono dipendenti tra loro. Il legame che unisce è la meta della conoscenza del gioco, soddisfatta solo se lo si organizza.

Va da sé che il Playmaker tende alla Autonomia perché conosce il gioco. Cercherà allora una "Identità" , scegliendo di imitare chi vuole lui perché consapevole  di avere la basi motorie per farlo.

Infatti,  l’identità individuale dipende da quanto si è autonomi nel gioco. Oltre alla sua conoscenza si possono  trovare forme di allenamento dove i ragazzi si organizzano, in palestra, nella ripetizione dei fondamentali.


Quindi l’autonomia individuale, oltre ad essere motivante,  è il mezzo per dare la possibilità di costruirsi una identità. Tutto dipende dall’allenatore, che cura il gioco e permette di far crescere in modo autonomo il ragazzo, permettendo la sua organizzazione.

La sua passione, quella dell’allenatore, fa nascere il desiderio di una meta importante. Ottenere dal lavoro in palestra un aiuto per il futuro dei suoi allievi proponendo il percorso per renderlo prima autonomo , poi in grado di crearsi una identità speciale.

Ettore Zuccheri



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