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Calcio

Gabicce Gradara - intervista al portiere Celato

03/08/2018


Gabicce Gradara - intervista al portiere Celato

Nicolò Celato, riminese di Viserba, classe 1990, uno dei volti nuovi del Gabicce Gradara, è tra i portieri più quotati del campionato di Promozione Marche. Cresciuto nel settore giovanile del San Marino (l'attuale allenatore Mirco Papini è stato il suo tecnico nella Juniores), ha alle spalle tre stagioni nel campionato di serie D (Sporting Terni, Castellarano e Vis Pesaro), cinque in Eccellenza (Vismara, Urbania, Atletico Alma) e una in Promozione Romagna (Tropical Coriano).

 

 

Celato, quale sarà il ruolo del Gabicce Gradara in campionato? Si possono sognare i playoff?

“Dopo due salvezze sofferte, l’obiettivo è raggiungere al più presto la quota punti necessaria per mantenere la categoria. La squadra è competitiva, la rosa è composta da giocatori di qualità: con alcuni come Passeri e Vaierani ho militato assieme al Vismara, altri come Tedesco sono un lusso per la categoria. Abbiamo una rosa costruita con intelligenza di concerto tra ds, presidente e tecnico e questa è una ottima cosa. Ci sono talento, esperienza e gioventù. Dobbiamo avere continuità, se negli ultimi due mesi della stagione saremo nel gruppo delle prime, allora potremo giocarcela. Dobbiamo porci ognuno di noi e poi come squadra un obiettivo alla volta e stare sempre coi piedi per terra”.

 

 

Dall'Eccellenza alla Promozione. Perchè la scelta del Gabicce Gradara?

“Per più ragioni. Conosco il mister Papini, come persona e come tecnico, così alcuni giocatori; inoltre il progetto che mi è stato illustrato dal ds Magi è avvincente e qui ci sono ottime strutture sportive che agevolano il compito dei giocatori. E' una sfida stimolante che ho accettato di buon grado: ci sono piazze importanti, squadre toste, giocatori da categoria superiore come Falcinelli e Carbonari del Senigallia, il portiere Lori dell’Ancona, i primi che mi vengono in mente”.

 

 

Le sue caratteristiche?

“Sono alto 1,91, coi piedi me la cavo abbastanza bene, ma il mio punto forte sono le uscite alte. In campo e negli spogliatoi mi ritengo uno positivo”.

 

 

A 28 anni può chiedere ancora molto al calcio...

“Il calcio è la mia passione, ormai ho messo da parte il sogno della carriera. Spero di potermi togliere un giorno la soddisfazione di centrare una promozione”.



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