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08/07/2026
Fabio Stortini è il nuovo presidente del Porto Sant’Elpidio, il quale si racconta in questa sua prima intervista ufficiale.
Presidente, quali sono le sue prime impressioni a pochi giorni dall’inizio del suo mandato?
«Le prime impressioni sono positive, altrimenti non sarei entrato in questa nuova avventura. E naturalmente queste prime impressioni sono derivate da una serie di colloqui con altre professionisti che hanno, come me, aderito a questa iniziativa. Ne conoscerete i nomi quanto prima, ma per il momento abbiamo gestito la situazione in modo da aver idee comuni».
Cosa l’ha fatta accettare questo compito sicuramente non facile?
«Quando hanno fatto il mio nome, sono rimasto un po' perplesso perché mai avrei immaginato una cosa del genere. Poi vedere tutti gli altri componenti che sono entrati a far parte questa nuova società, mi ha convinto ad accettare. Oltre la mia professione, sono molto impegnato nel sociale perché faccio parte di associazioni di disabilità, Visto che c'era da iniziare un nuovo corso con la squadra di calcio della mia città, che ha una lunga storia che va avanti dal dopoguerra, per quella che era allora una nuova società diventata poi un volano sociale per il paese, mi ha dato la spinta per portare avanti questa scelta».
Sveliamo che porta un nome che nel calcio portoelpidiense ha lasciato delle tracce…
«Si, ho parenti che giocavano, ma soprattutto, adesso voglio essere un po' sentimentale, ricordo mio padre Luciano che è stato il primo che mi ha portato a vedere le partite all’Orfeo Serafini, campo che adesso non c’è più. Avevo 14 anni e sono entrato in seguito a far parte dei tifosi ed era oltre che un divertimento anche un motivo di aggregazione, di conoscenza tra noi ragazzi del paese. Poi mio padre è stato anche vicepresidente ai tempi di Lattanzi, come lo è stato mio suocero Franco Ruggeri. C’è quindi anche un po' di orgoglio pensando a mio padre e a quei tempi quando la squadra era molto seguita. Ricordo che anche in trasferta partecipavano tante persone».
Cosa c’è alla base del nuovo progetto?
«C’è prima di tutto il settore giovanile che vogliamo riportare ad un livello di eccellenza in modo da dare la possibilità ai nostri ragazzi, con la giusta formazione, di ambire a palcoscenici importanti o arrivare nella nostra prima squadra. Diventa importante il nostro ruolo ma soprattutto quello dei genitori per far capire ai loro figli che lo sport deve rimanere comunque uno sport»
Qual è stata la risposta del mondo imprenditoriale?
Abbiamo avuto una buona risposta da parte degli sponsor ed ho notato un forte coinvolgimento di personaggi che possono fare da traino economico alla ripartenza di questa società. Io sono la figura principale, anzi se posso fare una battuta, da presidente del Consiglio d'Amministrazione, mi sento un po' come il presidente del Borgorosso, lo dico da patito di Alberto Sordi, che si è trovato all'interno di una cosa di cui conosceva poco, però poi si è adeguato e con l'entusiasmo ha ottenuto i giusti risultati. Mi immagino un po' questa situazione. Sono però affiancato da persone capaci, uno di questi è Roberto Ripa che sarà il coordinatore sportivo e di tutto il progetto».
Altro obiettivo è di riportare gli sportivi al Ferranti…
«È tra le cose che ci siamo prefissati cercando di rendere gli abbonamenti accessibili a tutti. Da questo punto di vista siamo fiduciosi perché siamo un gruppo di Porto Sant’Elpidio e stiamo riscontrando molto interesse verso di noi».
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