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Calcio

Intervista all’allenatrice della UICI: Sandra Bonfrate

Rubrica settimanale di: Valentina Triccoli 🖌💗

16/04/2019


Intervista all’allenatrice della UICI: Sandra Bonfrate

l' allenatrice della UICI Sandra Bonfrate


 

-La scorsa settimana ho parlato della non molto nota realtà del calcio per ipovedenti, in particolare la Adriatica UICI Calcio a 5 Ipovedenti Pesaro Fano . 
Questa settimana invece la protagonista è proprio l’allenatrice della UICI: Sandra Bonfrate.
Sandra Bonfrate è una ragazza veramente speciale, infatti è una dei pochi allenatori donna a guidare una squadra maschile.
Sandra è un esempio vivente della competenza , conoscenza e professionalità che una donna può portare nel mondo del calcio. 
Infatti lei stessa ha alle spalle una carriera ventennale prima come giocatrice e poi come mister di diverse squadre maschili. Da quest’anno allena la UICI Adriatica, precedentemente invece aveva allenato il Ferrara calcio a cinque ipovedenti e altre squadre maschili sia juniores che prime squadre di normodotati. 
Sandra in questo caso è abilitata per allenare in tutte e tre le categorie, ovvero quelle di cui parlai nell’articolo precedente : B1 B2 e B3 a seconda del livello di cecità, dato che da un paio di anni a questa parte per allenare gli ipovedenti occorre prendere un patentino, quindi frequentare dei corsi appositi.
La prima domanda fatta a Sandra è come mai abbia scelto di allenare proprio una squadra di ipovedenti? 
“stata una scelta dettata prima di tutto da una questione di tempo: una squadra di ipo non si allena regolarmente tutte le settimane come le altre squadre, perché i giocatori spesso provengono da zone diverse e hanno difficoltà a spostarsi. I giocatori si allenano singolarmente e quando è possibile come squadra, quindi le tempistiche sono meno invasive. Inoltre sono anche mamma di un bimbo piccolo e purtroppo non ho la disponibilità che necearia che servirebbe. Ovviamente ciò non mi ha impedito di portare avanti la passione per il calcio, e al tempo stesso un modo ottimo per le soddisfazioni che questi ragazzi mi danno oltre all’arricchimento personale che le mista portando questa esperienza. Come gestire uno spogliatoio maschile da donna, se sia in grado di farlo?
“Certo che si, ma non per tutte, specie per queste categorie particolari. Anche se questi ragazzi seguono schemi standard di allenamento, ovviamente le tempistiche sono un po’ diverse e i tiri forse un po’ più imprecisi dato il campo di visibilità è ridotto e poi ci sono differenze tecniche tra un giocatore e l’altro a seconda di quanto effettivamente riesce a vedere dato che non è per tutti lo stesso. Ma una regola è invece universale: se non ci si concentra troppo sul proprio handicap e si pensa a giocare bene, i risultati arrivano, e si potrebbe andare anche piuttosto lontano. Questo penso valga per tutti dato che ognuno di noi ha i propri “handicap“ o limitazioni, vere o presunte e spesso non riusciamo a conviverci bene. 
Sicuramente occorre polso e una certa personalità per trattare con squadre maschili anche perché molti non sono ancora abituati a farsi allenare da una donna, ma appena si rendono conto della propria competenza e personalità, il rispetto viene da se’ e in ultima analisi è comunque più facile gestire uno spogliatoio maschile che femminile, dato che spesso fra maschi ci sono meno battibecchi e invidie, come aime’, spesso succede fra le donne” 
Infine in questione le chiediamo perché allora ci sono così pochi allenatori ? .
”La motivazione è che il fustal in generale è meno sponsorizzato rispetto al calcio a undici e quindi i guadagni sono ridotti e specie per queste categorie la federazione non offre molte iniziative e quindi tende a rimanere nell’ombra diciamo che nemmeno molti ipovedenti non sanno che potrebbero avere questa possibilità. Possibilità che invece andrebbe diffusa visto i benefici che porta a questi ragazzi dato che il calcio genera adrenalina e quindi detto in una parola: #VITA. Una vita che spesso invece viene negata e preclusa loro , anche questo tra le altre sarebbe segno di civilizzazione e un ulteriore lezione di vita per tutti noi”. 
Noi auguriamo un buon proseguimento e i migliori auspici per questa squadra speciale dove vedere è solo un dettaglio... loro vanno oltre.
Buona Pasqua a tutti!



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