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Calcio

La grande impresa di Mancini all'Euro

23/08/2021

La grande impresa di Mancini all'Euro

 

Quando, in occasione della storica eliminazione dai mondiali di Russia 2018 da parte dell'Italia di Giampiero Ventura, si era parlato di rifondazione della nazionale italiana, in pochi avrebbero pensato che questo processo sarebbe stato così rapido. Il marchigiano Roberto Mancini, chiamato nella primavera del 2018 per rimettere a posto le cose nell'ambiente, è stato invece protagonista di una cavalcata trionfale che ha visto gli azzurri vincere l'Euro, come ben spiegato di seguito https://it.euronews.com/, dopo aver realizzato un torneo spettacolare sotto vari punti di vista. Il lavoro del tecnico ed ex calciatore nato a Jesi è stato fantastico sia dal punto di vista tattico sia per quanto riguarda l'aspetto psicologico con il quale è riuscito a governare lo spogliatoio azzurro. Del resto, nel momento in cui è stato scelto proprio lui per guidare il risorgimento della squadra più amata dagli italiani è stato preso in considerazione il suo carattere di allenatore vincente ed esperto che aveva già accumulato quasi vent'anni come tecnico, con notevoli esperienze anche all'estero.

Il trionfo dell'Italia all'Euro 2020 vede dunque nel tecnico marchigiano il principale responsabile. La grande abilità di Mancini è stata quella di creare un gruppo solido e pieno di talento nel quale hanno trovato l'amalgama giovani di belle speranze e veterani ormai scafati. Il capitano Giorgio Chiellini, integrante di una Juventus che quest'anno è la favorita alla vittoria del campionato secondo le scommesse sul calcio di bet365 (http://extra.bet365.it/news/) attualmente disponibili online, è stato uno dei giocatori più importanti per via della sua esperienza e della sua capacità di prendere le migliori decisioni nei momenti adeguati, come quella di spendere un fallo da ammonizione sull'attaccante inglese Saka nella parte calda della finale di Wembley. Mancini, che ha insignito Chiellini del ruolo di leader, ha però altresì puntato su giocatori che fino a quel momento avevano avuto poco protagonismo in nazionale come Giovanni Di Lorenzo e Leonardo Spinazzola, terzini difensivi ma frecce velocissime che hanno dato molto equilibrio tattico all'Italia. 

Una delle grandi decisioni del tecnico jesino, tuttavia, è stata quella di affidarsi a un centrocampo a tre nel quale il perno è stato Jorginho, regista del Chelsea che ha rivoluzionato tutto il gioco della nazionale con la sua semplicità. L'ex Napoli, che per molti potrebbe addirittura optare al Pallone d'oro se preso in considerazione quanto viene analizzato in questo articolo www.minutidirecupero.it/, si è rivelato il metronomo perfetto per il gioco armonioso degli azzurri. Ben accompagnato dall'incombustibile Nicolò Barella e dal talentuoso  Marco Verratti, il regista di origine brasiliana ha perfettamente interpretato il ruolo di direttore d'orchestra richiestogli da Mancini, il quale ha puntato su di lui fin dal primo momento del suo incarico in nazionale.

In attacco, invece, sono stati Lorenzo Insigne e Federico Chiesa a fare la differenza. Mancini aveva fatto comprendere loro tempo fa che il loro apporto sarebbe stato determinante. E così è stato, con i due a segnare reti importantissime contro Belgio e Spagna, oltre a realizzare una partita encomiabile in finale contro l'Inghilterra. 

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