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Porto S.Elpidio: intervista al diesse Alessandro Cannoni

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21/07/2026

Alessandro Cannoni è il nuovo direttore sportivo dell'Atletico Porto Sant'Elpidio. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, l'ex calciatore è ripartito con una nuova veste dirigenziale, puntando a ricostruire una rosa giovane e competitiva, ricca di atleti locali legati ai colori della città.

 

Direttore, come è giunta questa chiamata?

«Avevo deciso, giusto 24 ore prima, di lasciare il calcio. Poi è squillato il telefono: "Pronto, sono Roberto Ripa, è vero che molli? Ti volevo proporre una cosa, ci possiamo vedere". Ci siamo visti l'indomani ed è nata la proposta di diventare direttore sportivo del Porto Sant'Elpidio. Dopo averci riflettuto un attimo, ho accettato. Non sapevo, e non so ancora, se sarò in grado di svolgere questo ruolo, non avendolo mai fatto prima; tuttavia, mi ci sto dedicando con tutte le mie conoscenze».

 

A che punto è con la costruzione della rosa?

«Puntiamo ad avere una rosa quasi al completo per il 27 luglio, data di inizio della preparazione. Sarà una squadra attrezzata, ben strutturata sia per quanto riguarda il pacchetto degli over, sia per quello degli under, dove punteremo molto sui nostri ragazzi del vivaio locale».

 

Con una prima squadra azzerata, visto che i precedenti giocatori hanno preferito trasferirsi altrove, si riparte da zero. Come si sta muovendo?

«Il progetto illustratomi dalla nuova società consiste proprio nel riportare i ragazzi del posto a giocare per questi colori. Dobbiamo ricostruire tutto da zero, non avendo più nemmeno un tesserato della passata stagione. Ci attende un lavoro durissimo, ma siamo certi di trovare i giusti interpreti per onorare questa maglia».

 

Come si è orientato? Gli amici sono i primi che ha chiamato?

«Al di là delle amicizie, vogliamo riportare in squadra gente che per questa maglia butterebbe il cuore oltre l'ostacolo. Si tratta sia di giocatori che hanno già militato qui, sia di atleti che non hanno mai giocato per il Porto Sant'Elpidio ma che tengono fortemente a questa causa. Naturalmente non potremo tesserare 23 calciatori del posto, quindi ci sarà qualche innesto da fuori, ma lo scheletro centrale e l'identità della squadra dovranno essere fortemente legati a Porto Sant'Elpidio».

 

Per quanto riguarda lo staff?

«Anche qui abbiamo voluto puntare su un profilo locale. Il mister è Andrea Del Gatto, che con questi colori ha esordito da calciatore ed è sempre rimasto molto legato alla squadra. Vogliamo attorno a noi solo persone che tengono davvero a questi colori».

 

Quale obiettivo vi è stato chiesto di rispettare?

«Partendo un po' in ritardo rispetto ad altre società, l'obiettivo primario è formare una rosa in grado di mantenere la categoria. Sappiamo di affrontare un girone molto difficile, come il girone B di Promozione, ma puntiamo a dare alla squadra un'identità ben precisa. La salvezza, per questo primo anno, rappresenterebbe già un traguardo fondamentale e un grande passo in avanti».

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