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Volley

Waves Pesaro in moto perpetuo

01/07/2018


Waves Pesaro in moto perpetuo

La società vuole con la presente chiarire dettagliatamente le ragioni che hanno portato alla decisione di rinunciare all'iscrizione al campionato di serie A1 per la stagione 2018/19.

Il progetto di salvataggio e rilancio del Volley Pesaro prevedeva il ritorno in A1, partendo dalla B1. 

Il traguardo è stato raggiunto in soli 4 anni, grazie all'impegno economico, organizzativo e tecnico di Giancarlo Sorbini e Barbara Rossi che con lo staff tecnico, le giocatrici, i dirigenti, i collaboratori e il sostegno del pubblico, in special modo del gruppo I Balusch hanno riportato Pesaro nell'élite del volley femminile italiano nel 2017. 

Economicamente il progetto era sostenuto dalle risorse personali del presidente Sorbini e l'appoggio di altri sponsor, tra cui, negli ultimi due anni di questa prima fase, è risultato fondamentale il contributo di myCicero, brand appartenente alla famiglia Fanesi.

Con una serie A1 arrivata, con un anno di anticipo rispetto alle attese, dopo una rapida verifica dell'esistenza di potenziali sponsor, considerato il riscontro che dava un risultato di altissima probabilità di copertura del budget, i co-presidenti Sorbini e Rossi, raccolta la conferma di adesione, ad uguali condizioni della stagione precedente, di myCicero, hanno iscritto la squadra e allestito, con il tecnico Bertini, il roster che potesse garantire la permanenza in serie A1. 

I co-presidenti resisi conto della necessità di estendere l'interesse verso la squadra e creare un nuovo progetto, hanno chiesto ad Andrea Ceccarelli di scrivere, interpretando le loro visioni, un nuovo progetto con l'obiettivo di ritornare in tempi ragionevoli a competere per i trofei nazionali e, possibilmente, ritornare nelle competizioni europee. 

Il progetto basato sul presupposto di certezze economiche provenienti dalle dichiarazioni di intenti raccolte prima dell'iscrizione, permetteva di continuare nel processo di riorganizzazione societaria attivatosi negli anni della risalita fino a poterla convertire in una impresa sportiva strutturata e sostenibile. 

Elementi essenziali di questo processo erano il rinnovo dell'immagine e il rilancio dell'entusiasmo attorno alla squadra con iniziative, a più livelli, il coinvolgimento di nuovi spettatori, con particolare interesse alle generazioni più giovani e una speciale attenzione ai media e alle piattaforme digitali. 

Generare crescente entusiasmo, senso d'identificazione e condivisione dello spirito della squadra ne erano le leve. 

Preparava una serie di azioni, dentro e fuori dal campo, che potessero offrire visibilità, opportunità commerciali, reputazione e contatti agli sponsor che avessero sostenuto la squadra, offrendo così maggiori possibilità di ritorno sull'investimento fatto.

Inoltre si progettavano iniziative tanto in ambito sociale che formativo collegate all'universo femminile, alle eccellenze di ogni settore, alla scuola e al mondo imprenditoriale.

Prevedeva un'attenzione rinnovata al settore giovanile e apriva opzioni per proiezioni internazionali, tanto per sponsor come per le attività formative e sociali. 

Purtroppo, nè a settembre, nè successivamente sono diventate realtà, se non in minima parte, le promesse di sostegno economico ricevute da nuovi soggetti e aziende dettesi in estate interessati a sostenere il progetto. myCicero, con la sua quota, e altre poche aziende, alcune aggiuntesi sull'ala dell'entusiasmo per la stagione, nonché il contributo personale del presidente hanno così potuto garantire la copertura di solo una parte del budget stagionale.

Si è quindi ridotto al minimo il programma di sviluppo e, va sottolineato, tutti i collaboratori e dirigenti hanno rinunciato a qualunque compenso. 

Nonostante questo ridimensionamento, i risultati raggiunti sul campo, salvezza acquisita prima del termine del campionato e quarti di finale di Coppa Italia e dei playoff Scudetto, e il notevole incremento di pubblico, attenzione cittadina e nazionale, su media e web, nonché l'effettivo rispetto della promessa di trasmettere identità, simpatia, allegria e tenacia, regalando pura energia su ogni campo, ha fatto sì che il progetto si rivelasse comunque positivo alla fine della prima stagione. 

Chiusa la stagione agonistica, sono rimaste delle pendenze da saldare con giocatrici e staff tecnico che la società sta valutando come risolvere in tempi ragionevoli.

Sin da subito, per onestà e trasparenza verso tutti gli interessati (pubblico, istituzioni, tesserate/i, staff, collaboratori, lega, federazione e media), la Società ha espresso la sua posizione in un comunicato ufficiale. 

"Stiamo già lavorando per la nuova stagione, ma non possiamo rischiare di ripetere un campionato di serie A1 senza le necessarie coperture economiche. 

Chiediamo quindi il sostegno economico e il coinvolgimento tanto di aziende, istituzioni e pubblico del territorio senza precludere la ricerca tramite più persone anche a livello nazionale ed internazionale. Se non avremo la certezza della copertura di una buona parte del budget entro fine maggio, non potremo iscriverci al campionato di serie A1 per la stagione 2018/19." 

Per rendere ancora più appetibile il sostegno e viabile la raccolta del budget necessario si sono adottate nuove misure, anche alla luce dell'esperienza maturata nella stagione precedente.

Si è ampliata l'offerta di contropartite per gli importi investiti e si è proceduto a creare altre attività di sostegno alla raccolta fondi quali la campagna “100 Aziende x Volley Pesaro” che avrebbe coinvolto e dato benefici anche a sostenitori che avessero apportato piccole sponsorizzazioni.

Si è programmata una campagna di crowdfunding, con società specializzate che vantavano precedenti successi nella raccolta nel mondo della pallavolo.

Direttamente e tramite intermediari si sono inviate circa 300 richieste di incontro e proposte di collaborazione, maturate in oltre 100 incontri personali. Il risultato è stato quasi nullo sul territorio, mancate risposte o "no". 

Meglio sono andate le cose fuori provincia, diverse manifestazioni di interesse, di cui tre esplicitamente confermate, ma con maturazione contrattuale e definizione dell'ammontare solo tra luglio e settembre.

L'amministrazione comunale, sollecitata a intervenire dai tifosi e dai vertici societari, si è limitata a confermare di non essere un'agenzia pubblicitaria, cosa peraltro nota alla Società e, crediamo, anche ai tifosi. 

Parole che nei fatti hanno veicolato un messaggio di interesse marginale delle istituzioni comunali, causando, tanto a livello locale che nazionale, la sensazione di una scarsa sensibilità verso il volley femminile.

Prova ne siano i tavoli di sostegno, gli incontri con potenziali interlocutori e i tifosi, i viaggi e le manifestazioni di esplicito appoggio ad altri sport e società. 

Per onor del vero, a fine maggio, il Comune ha informato la dirigenza della possibilità di dare il nome di uno sponsor al “Pala D”, campo di gioco delle Waves, condividendo l'eventuale introito con le Società che avrebbero usato l'impianto. 

Non critichiamo l'appoggio ad altre Società, sia chiaro, per evitare polemiche strumentali, ci piace lo sport tutto. Ne siamo contenti, speriamo che questo porti sponsor, visibilità e attenzione. 

Al contrario, crediamo sia giusto e sia un dovere dell'Amministrazione sostenere le Società e le eccellenze sportive perché patrimonio di tutti a beneficio della notorietà cittadina, del turismo e dell'indotto che lo sport genera oltre che del benessere sociale e dell'identità positiva di una comunità, avremmo però voluto veder trattate nello stesso modo tutte le eccellenze sportive del territorio, nel nostro caso, sottolineiamo un valore aggiunto, la sola in serie A1 femminile. 

Questa situazione ha colpito negativamente potenziali sponsor di fuori Pesaro e, soprattutto, ha dato un colpo definitivo all'intenzione della famiglia Fanesi, che ricordiamo ha sede a Senigallia, di proseguire per il quarto anno con il marchio “myCicero” nel sostegno della squadra, preso atto delle disattenzioni dell'amministrazione pubblica e della mancata risposta del tessuto economico pesarese. 

A pochi giorni dalla scadenza dell'iscrizione Giorgio Fanesi ci ha comunicato la definitiva rinuncia della sua azienda a sponsorizzare la squadra. Nel breve periodo rimanevano aperti 3 contatti fuori Pesaro, molto interessanti, alcune piccole sponsorizzazioni e un possibile sviluppo internazionale, comunque da perfezionare.

La campagna di crowdfunding che partiva a settembre.

Il beach summer tour per raccogliere visibilità.

Dei tre contatti, uno, quello più probabile, nel nord Italia, ci avrebbe comunicato l'importo che era disposto a investire nella fase iniziale, per poi coinvolgere altre aziende in un secondo momento, a pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni.

Purtroppo, a 48 ore dalla chiusura, ancora in tempo per presentare tutta la documentazione e regolarizzare tutte le posizioni, ci ha informato di necessitare alcune settimane per riunire un Cda e definire meglio l'entità dell'intervento.

Sapendo che il secondo e il terzo non avrebbero potuto dare certezze prima di settembre e che l'operazione internazionale aveva tempistiche legate al campionato, abbiamo, nostro malgrado, dovuto prendere atto che non esistevano i presupposti finanziari per iscrivere la squadra e affrontare la stagione dignitosamente.

Per senso di responsabilità e correttezza abbiamo così comunicato a collaboratori, istituzioni locali, Lega, procuratori, tecnici e giocatrici che non ci saremmo iscritti al campionato di serie A1 per la stagione 2018/19.

Precisiamo che dignità significa avere i mezzi economici, per potere garantire impianti, strumenti, attrezzatura, alloggi, stipendi a tecnici ed atlete, mettere tutti, inclusi volontari, collaboratori, dirigenti, addetti ai lavori, in condizione di svolgere il proprio ruolo secondo capacità e programmi, avere un'organizzazione e un organico all'altezza del campionato che si affronta per rispetto ai propri tesserati, agli avversari, alla Lega, alla Federazione, ai media, agli sponsor, al pubblico e alla città tutta. 

Non ha nulla a che vedere con il risultato, vincere o perdere è parte dello sport, e in parte anche della vita. Noi, anche quando abbiamo perso, siamo usciti dal campo sempre con dignità, come una Squadra.

Purtroppo non siamo stati capaci di far capire alla nostra città, al tessuto economico, all'imprenditoria femminile, alle istituzioni, quanto fosse innovativo, importante, qualificante, positivo, estensivo, sostenibile, il nostro progetto e meritare così il sostegno economico per la nostra squadra. Un rammarico che non ci abbandonerà mai.

Abbiamo però anche la consapevolezza di aver dato vita a un'eccellenza nel mondo dello sport femminile che altri, lontano da qua, ci hanno sempre riconosciuto, invitandoci a svilupparlo, con l'appoggio economico e tutte le facilitazioni di aziende e amministrazioni locali, in altre città.

Abbiamo provato ogni strada, prima di arrenderci e questa è stata l'unica sconfitta che non avremmo voluto e dovuto accettare. 

In tutto questo buio, vogliamo, oggi, vedere un po' di azzurro, annunciamo ufficialmente che le Waves non spariranno.

 



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