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Polisportiva ICaRe, la crescita metodica di Alice Colleoni
18/04/2026
Rush finale di stagione per la Polisportiva ICaRe di Cavriago nel girone E del campionato di B2 femminile. Tra le certezze della formazione reggiana, la schiacciatrice Alice Colleoni fotografa l'excursus dall'estate scorsa ad oggi: "Il bilancio dell'ultima stagione è positivo, ma complesso. È stato il mio primo anno fuori casa e questo ha aggiunto una sfida personale a quella sportiva. È stata una stagione di alti e bassi, dove però siamo state brave a non perdere la bussola nei momenti difficili. Abbiamo centrato l'obiettivo salvezza che ci eravamo prefissate e, anche se la classifica finale forse non rende pienamente giustizia al nostro potenziale, sono orgogliosa di come abbiamo conquistato il nostro traguardo, lottando contro ogni imprevisto. Quest'anno siamo partite fortissimo, ma ultimamente abbiamo perso un po' di terreno a causa di qualche calo di troppo. Tuttavia, la coesione del gruppo è intatta e stiamo lavorando duramente per ritrovare quell'ordine in campo che ci è mancato in alcune partite. Nel nuovo anno ci siamo prefissate di tornare a essere quella squadra aggressiva e determinata delle prime giornate. Una volta ritrovata la giusta armonia di gioco, i risultati diventano una conseguenza naturale della nostra prestazione".
Agli impegni in palestra, Alice abbina quelli del quotidiano: "Non nego che conciliare lo studio con l'attività agonistica sia sempre stata una sfida complessa: richiede un sacrificio costante e una gestione dell'energia non indifferente. Con il tempo, però, quella che sembrava solo fatica è diventata una questione di metodo e abitudine. Sono profondamente convinta che, quando c’è una reale passione dietro quello che fai, il modo per incastrare tutto si trovi sempre. La Pallavolo mi ha insegnato a organizzare il tempo e a dare valore a ogni singola ora della giornata; se una cosa ti sta a cuore, la fatica passa in secondo piano rispetto all'obiettivo".
Una passione nata tra le mura domestiche: "La mia passione nasce in famiglia: i miei genitori mi hanno portata sin da bambina a vedere la Foppapedretti Bergamo, ed è in quel contesto che ho scelto il mio modello, Miriam Sylla. Da allora la Pallavolo è diventata una costante fondamentale della mia quotidianità. Per quanto riguarda il ruolo, a 14 anni ho iniziato come banda e ho capito subito che era la mia strada. Mi affascina la completezza che questo ruolo richiede: essere un posto quattro significa saper fare tutto in campo, amo l'idea di essere un giocatore completo, di poter dare il mio contributo in ogni fase del gioco, dalla ricezione all'attacco".
Diversi i momenti iconici così come i rapporti personali costruiti sul campo: "Senza dubbio scelgo l'ultimo anno di Under 18 e l'esordio in B1. È stata una stagione spartiacque: da una parte l'addio alle compagne con cui sono cresciuta, dall'altra l'impatto con il Volley nazionale. Avevamo la fortuna di lavorare con uno staff d'eccellenza che ci ha spinte oltre i nostri limiti. Quello che non rifarei, o meglio, che vorrei cambiare, è l'epilogo del campionato giovanile: non aver raggiunto gli obiettivi prefissati mi scotta ancora oggi. Tuttavia, il modo in cui ci siamo riscattate in Serie B, crescendo partita dopo partita fino a un finale di stagione esaltante, resta una delle soddisfazioni più grandi della mia carriera. Quel clima di fiducia e divertimento è ciò che cerco in ogni squadra in cui vado. Fortunatamente ho incontrato compagne straordinarie che mi hanno accompagnata passo dopo passo, diventando punti di riferimento per la mia evoluzione caratteriale. Ma ritengo utili anche le esperienze meno positive: ci sono state persone che mi hanno mostrato un modo di stare in gruppo che non condivido, e questo mi è servito per definire con ancora più forza la mia identità e il mio modo di vivere lo spogliatoio. Da ognuna ho rubato un piccolo pezzo per costruire l'atleta che sono oggi".
Testa alta verso il futuro prossimo: "Quest'anno mi sono posta una sfida importante: trovare la massima continuità di rendimento. Non cerco solo la singola prestazione di alto livello, ma la capacità di essere presente e lucida in ogni fase del gioco. Il mio obiettivo a lungo termine è evolvere in una giocatrice che sappia 'mettere ordine' in campo, un elemento di stabilità che dia fiducia al gruppo. Essere quella giocatrice a cui viene affidato il pallone che scotta nei momenti difficili è la responsabilità che aspiro a prendermi, perchè credo che la fiducia delle compagne sia il riconoscimento più grande per un'atleta nel mio ruolo". Seria, matura, pronta a mettere in cantiere una costruzione sempre più dettagliata del suo essere atleta: Alice Colleoni ha tutte le carte in regola per centrare i suoi obiettivi.
Davide Maddaluno
Foto Ufficio Stampa